Omar Ortiz Forero (Bogotá, Colombia, 1950), Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Santo Tomás, è un attivo promotore culturale e, come tale, ha ricoperto la carica di direttore culturale del Dipartimento della Valle sotto il Governatorato di Gustavo Álvarez Gardeazábal.
Dal 1987 cura e dirige la rivista di poesia Luna Nueva, che raggiunge oggi le 50 edizioni e compie 37 anni di vita. Ha pubblicato oltre 13 libri di poesia, tra cui segnaliamo: Las muchachas del circo, Diez regiones, Un jardín para Milena, El libro de las cosas, La luna en el espejo, Diario de los seres anónimos, Cequiagrande, Lista de espera y Pequeña historia de mi país.

La prima edizione spagnola del Diario de los seres anónimos, ampliata e corretta, è stata pubblicata nella penisola per i tipi de “La Mirada Malva” nel 2015, e l’editore francese L’Harmattan ha pubblicato, nel 2019, una versione bilingue di questa stessa raccolta di poesie con la traduzione del professor Yves Monino.
Nel 2022 la casa editrice New York Poetry Press lo include nella collana Piedra de la locura, dedicata a poeti di lingua spagnola, pubblicando un’antologia personale della sua opera poetica; nasce il libro El árbol es un pueblo con alas, stampato e distribuito da Amazon.
Ha curato le edizioni dei seguenti libri: El yagé y otros cuentos di Germán Cardona Cruz, Luna Nueva, muestra de poesía Latinoamericana actual, Luna Nueva, once miradas a la poesía colombiana, Luna Nueva diez y siete miradas a la poesía colombina actual, Vivir la poesía, poetas en la UCEVA e Contar en Tuluá, narradores en la UCEVA.
HIMNO A LOS DESOBEDIENTES
Llegó el tiempo
de los reconocimientos.
De los abrazos.
De la risa en cada encuentro
mientras se agita la esperanza,
y los sueños se convierten en música
en danza, en poesía.
Y, sacudimos el miedo a ser
nosotros, recuperando la palabra,
su fuerza creadora.
Cuando la solidaridad, la generosidad
y la fraternidad se convierten en río, en árbol, en olorosa orquídea.
Llega el momento de gozar en común
del mejor bien de hombres y mujeres:
La voluntad libre y suprema que ejercemos por mandato del corazón.[edito in AA. VV., Y entonces alguien habló. Antología en homenaje al V Centenario de la Escuela de Salamanca, XXIX Encuentro de Poetas Iberoamericanos (ccord. por Alfredo Pérez Alencart), Ayuntamiento de Salamanca – EdifSa, 2026, p.131]
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INNO AI DISOBBEDIENTI
È giunto il tempo
dei riconoscimenti.
Degli abbracci.
Dei sorrisi ad ogni incontro
mentre la speranza si ridesta,
e i sogni si trasformano in musica,
in danza, in poesia.
E scacciamo la paura di essere
noi stessi, recuperando la parola,
la sua forza creatrice.
Quando la solidarietà, la generosità
e la fraternità diventano fiume, albero, orchidea fragrante.
Arriva il momento di godere insieme
del bene più alto di uomini e donne:
la libera e suprema volontà che esercitiamo per dettato del cuore.L’antologia da cui è tratto il testo è disponibile per il download gratuito sul sito della rivista TIBERIADES in lingua originale a questo link: Y ENTONCES ALGUIEN HABLÓ

È stato inserito in diverse antologie di poesia, sia nazionali che internazionali. Nel 1995 l’Università di Antioquia gli ha conferito il Premio Nazionale di Poesia per la sua raccolta El libro de las cosas e nel 1997 il Comune di Tuluá lo ha insignito della medaglia al Merito Culturale “Germán Cardona Cruz”. Nel 2022 la Regione del Valle, tramite il proprio Segretariato alla Cultura, gli ha conferito il “Riconoscimento alla sua opera e alla sua vita” nella categoria letteratura, per la sua attività di direttore e curatore della rivista di poesia Luna Nueva, fondata nel 1987 e ancora oggi attiva, oltre che per i suoi lavori monografici di poesia, oltre 13 pubblicati nel corso di 42 anni di vita.
LA MUCHACHA DE SAN PETERSBURGO
Anna Ajmátova, casó con un poeta,
Nikolai Gumiliov, fusilado por orden de Yezhov,
jefe de policía y mal sujeto.
Su hijo, Lev Gumiliov, enfrentó la cárcel
y los gulags desde los veinte años.
De ella habló mal Maiakovski
antes de suicidarse, pero le perdonamos.
Anna Ajmátova, sufrió el terror.
Compuso “Réquiem” para que no olvidáramos.
Pero nuestras mujeres que ven morir a sus hijos,
sus novios, sus esposos, asesinados,
no pueden leer más que la lista diaria de los muertos,
mientras cierran las tapas de los féretros,
y de su alma.
Por eso hoy les hablo de Anna Ajmátova
para que sepan que no están solas en su congoja.[edito in AA. VV., Para sitiar el asombro. Antología XXVII Encuentro de Poetas Iberoamericanos (ccord. por Alfredo Pérez Alencart), Ayuntamiento de Salamanca – EdifSa, 2024, p.83]
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LA RAGAZZA DI SAN PIETROBURGO
Anna Achmatova sposò un poeta,
Nikolaj Gumiljov, fucilato per ordine di Ježov,
capo della polizia e persona spregevole.
Suo figlio, Lev Gumiljov, affrontò il carcere
e i gulag sin dai vent’anni.
Di lei parlò male Majakovskij
prima di suicidarsi, ma lo perdoniamo.
Anna Achmatova subì il terrore.
Compose il Requiem perché non dimenticassimo.
Ma le nostre donne, che vedono morire i loro figli,
i loro fidanzati, i loro mariti, assassinati,
non possono leggere altro che l’elenco quotidiano dei morti,
mentre chiudono i coperchi delle bare,
e dell’anima loro.
Per questo oggi vi parlo di Anna Achmatova,
perché sappiate che non siete sole nel vostro dolore.L’antologia da cui è tratto il testo è disponibile per il download gratuito sul sito della rivista TIBERIADES in lingua originale a questo link: PARA SITIAR EL ASOMBRO
Attualmente è docente a tempo pieno presso l’Università Centrale del Valle di Tuluá, direttore del Centro Culturale “Gustavo Álvarez Gardeazábal” e dirige il Festival Internazionale di Poesia di Cali.

Nel 2005 fonda e dirige le pubblicazioni didattiche e di creazione letteraria dell’Università Centrale del Valle, fino al 2021.
Dal 2008 al 2026 Presso l’Università Centrale del Valle, in qualità di direttore del Centro Culturale, dirige il Festival del Teatro Universitario “Lino Mora” e il Festival “Immagine e Parola”, entrambi giunti a 19 edizioni consecutive, nonché il Concorso di Oratoria “Enrique Uribe White”, che si svolge ormai da 24 anni.
MI PAÍS: PALESTINA
Hace años, una muchacha árabe
me enseñó a comer tabulé.
Eran tiempos en que soñaba visitar Al-Mughraq,
su mar y su monte Carmelo,
dónde alguna vez transito el profeta Elías.
Me gustaban los profetas porque tenían
conversaciones con Dios.
Pero Jehová sometió a Job a las peores ignominias
y avergonzado enmudeció.
Como el mundo actual, silenciado por la bestia,
con la lengua tragada por la peste de la avaricia.
Mientras AL-Mughraq es arrasada por las bombas
junto a la totalidad de la geografía Palestina,
asesinando a más de 58.000 palestinos,
la mitad, mujeres y niños.
Pero dice Mahmud Darwix:
“Siempre que te alejes, te acercarás / y siempre que te maten, /
Vivirás”[edito in AA. VV., Y entonces alguien habló. Antología en homenaje al V Centenario de la Escuela de Salamanca, XXIX Encuentro de Poetas Iberoamericanos (ccord. por Alfredo Pérez Alencart), Ayuntamiento de Salamanca – EdifSa, 2026, p.133]
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IL MIO PAESE: PALESTINA
Anni fa, una ragazza araba
mi insegnò a mangiare il taboulé.
Erano tempi in cui sognavo di visitare Al-Mughraq,
il suo mare e il suo Monte Carmelo,
dove un tempo passò il profeta Elia.
Mi piacevano i profeti perché avevano
conversazioni con Dio.
Ma Jahvè sottopose Giobbe alle peggiori umiliazioni
e, pieno di vergogna, tacque.
Come il mondo di oggi, ridotto al silenzio dalla bestia,
con la lingua inghiottita dalla piaga dell’avidità.
Mentre Al-Mughraq viene rasa al suolo dalle bombe
insieme all’intera geografia palestinese,
assassinando oltre 58.000 palestinesi,
la metà donne e bambini.
Ma dice Mahmoud Darwish:
«Ogni volta che ti allontani, ti avvicinerai / e ogni volta che ti uccideranno, /
vivrai»L’antologia da cui è tratto il testo è disponibile per il download gratuito sul sito della rivista TIBERIADES in lingua originale a questo link: Y ENTONCES ALGUIEN HABLÓ

Nel 2017 organizza a Tuluá il Primo Incontro Internazionale di Poesia “Germán Cardona Cruz”, al quale partecipano 33 poeti nazionali e internazionali. Questo incontro ha una seconda edizione l’anno successivo.
Nel 2024 è cofondatore dell’Incontro Internazionale Poesía de la Nada a Santiago de Cali.
Nel 2025 ill Ministero delle Culture e delle Scienze gli conferisce il Riconoscimento onorifico per la sua carriera culturale nella regione del Pacifico.
Vito Davoli



