“Solo i fantasmi sognano”, il recente cortometraggio di MAURO MACARIO commentato da ANNA LEONE

Mauro Macario, SOLO I FANTASMI SOGNANO, regia di Mauro Macario e Andrea Castagna, 2024 — testi tratti da Le trame del disincanto e Piccole infinitudini, puntoacapo editrice.

LA POESIA COME ULTIMA RESISTENZA

Con Solo i fantasmi sognano, Mauro Macario realizza, probabilmente, la sua opera più radicale: un cortometraggio poetico che attraversa memoria, lutto, disillusione storica e distopia contemporanea, trasformando la poesia in esperienza visiva e sonora.

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BARBARA MASTROVITI legge ALESSANDRO MOSCÈ: la Lazio e l’epica del calcio.

Quando tornano gli dèi. La poetica della Lazio (Avagliano, 2026) di Alessandro Moscè è un racconto suddiviso in brevi capitoli sull’epopea calcistica, ma a tutti gli effetti risulta una narrazione lirica e memoriale. Cinquant’anni di storia laziale sono sottratti alla mera cronaca e trasformati in una mitografia privata e collettiva: non una semplice sequenza di campioni, partite e stagioni, ma un insieme di epifanie, lutti, fedeltà, ossessioni.

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Esposizione e fallimento: ANDREA GARBIN sulla Poesia.

Il poeta è prima di tutto un essere umano: fragile, contradditorio, esposto al fallimento. Non è una figura separata dalla realtà, ma un individuo immerso nel proprio tempo, attraversato dalle stesse paure e dalle stesse tensioni che attraversano la collettività.

In questa condizione di umanità condivisa, il poeta porta dentro di sé una voce che potremmo definire “materna”: una forza generativa, una grande madre che nutre la lingua, la plasma e la rende capace di dare forma all’indicibile.

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Il multicentrismo di IVAN POZZONI: “Lo Stato Pontificio” contro il chiacchiericcio del Nulla, di SANDRO GROS-PIETRO

Ivan Pozzoni dimostra una vasta preparazione culturale non solo attinente al campo umanistico tradizionalmente inteso e riassumibile nella triade di Letteratura-Filosofia-Religione, ma anche con ampie documentazioni di natura scientifica e in campo socio-politico, con particolare sensibilità alle questioni di giurisprudenza e di tecnologia della comunicazione.

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Percorsi nella distopia contemporanea: ADAM VACCARO legge “Mart” di FRANCESCO SASSETTO

Il titolo di quest’ultimo libro di Francesco Sassetto è preso dall’acronimo del Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Nome dunque di un luogo per dire di un nonluogo, quale è oggi la testimonianza esperienziale di una soggettività che può dire di sé, solo se si colloca nell’Oltre la miseria antropologica del presente e del suo orizzonte distopico.

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BARBARA MASTROVITI legge “Luci e Eclissi” di ALESSANDRO FO

“Camminando”, forse, già nell’intento degli occhi che accolgono l’intero – che sia mondo o persona – Alessandro Fo con Luci e eclissi raccoglie attesa e osservazione nelle tappe salienti dell’esistenza qui, piedi a terra (nelle sezioni Nascere, Vivere, Eclissarsi); lo fa raccontando storie colme di immedesimazione, e d’incanto reale che meraviglia il lettore nei versi quanto nel senso che contengono.

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