Il titolo scelto da Mara Mattavelli per la sua nuova raccolta, Le farfalle di Nabokov, edita da Gattogrigio Editore (2025), non è omaggio colto ma dichiarazione di metodo. Come il grande scrittore del Novecento, ed entomologo, Vladimir Nabokov che inseguiva l’esemplare per fissarne la forma esatta, così la voce lirica di questi versi insegue l’istante della poesia per restituirlo senza tradirlo: «come dei mimi per sviare facili / le prede», si legge nella poesia eponima, in un’immagine che rende la scrittura stessa gesto venatorio, fatto di attesa e scarto.
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