BARBARA MASTROVITI legge “Luci e Eclissi” di ALESSANDRO FO

“Camminando”, forse, già nell’intento degli occhi che accolgono l’intero – che sia mondo o persona – Alessandro Fo con Luci e eclissi raccoglie attesa e osservazione nelle tappe salienti dell’esistenza qui, piedi a terra (nelle sezioni Nascere, Vivere, Eclissarsi); lo fa raccontando storie colme di immedesimazione, e d’incanto reale che meraviglia il lettore nei versi quanto nel senso che contengono.

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3 poesie inedite di ANTONIO SPAGNUOLO tradotte in lingua castigliana

Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Ha fondato e diretto negli anni ottanta la rivista Prospettive culturali, alla quale hanno collaborato firme autorevoli. Redattore della rivista Realtà al tempo di Aldo Capasso e Lionello Fiumi, ha anche fondato e diretto la rivista Iride.

Dal 1991 al 2006 ha fondato e diretto la collana L’assedio della poesia, pubblicando autori di interesse nazionale come Gilberto Finzi, Gio Ferri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Pamio, Ettore Bonessio di Terzet, Giliano Manacorda, Alberto
Cappi, Dante Maffia e altri.

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“La poesia non è un pensierino che va a capo”. Lettera sulla Poesia di CARLO LONDERO

Il brano che segue è tratto da Lettera sulla poesia, in «l’immaginazione», XXXIV, 307, settembre-ottobre 2018, pp. 45-46, inviata da Carlo Londero (Università degli Studi di Udine, Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale) a sua nipote Margherita A. e qui ripubblicato con il consenso dell’autore e dell’editore Manni.

Cara Margherita,
lascia stare ciò che ti sta insegnando la scuola, responsabile del fallimento culturale che sta uccidendo la poesia con nozionismo acritico, mediocre e preconfezionato. La poesia non è la parafrasi; non è le immagini; non è le emozioni che una persona riversa sul foglio bianco perché sente il bisogno di sfogarsi e di scrivere il proprio nodo interiore. Quello è un diario personale, spesso irrilevante dal punto di vista letterario.

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FIORI PICCO legge “La stanza segreta nella foresta di banani” di CHEN CHONGZHENG

…e in realtà va subito detto che Fiori Picco, oltre ad aver letto questo testo per Pubblicazioni letterariae, dello stesso ne è anche traduttrice ed editrice e per questa ragione triplo è il nostro ringraziamento.

La stanza segreta nella foresta di banani (2026, Fiori d’Asia Editrice) è il nuovo
romanzo di Chen Chongzheng, scrittore cinese di primo livello, vicepresidente
dell’Associazione degli Scrittori della città di Guangzhou.

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BARBARA MASTROVITI legge le “Apocalissi” di VITO DAVOLI

La poesia di Vito Davoli è poesia, come lui stesso afferma: «La poesia È». Tanto vale chiamarle apocalissi trasferisce una traccia identitaria individuale e collettiva certa che percorre vie già sgombrate dal superfluo; i significanti sono asciutti e concreti consegnano ai versi una linea ideologica diretta.

Questo suo originale stile, per gli scenari attuali, certifica la preferenza di sondare l’esperienza osservativa e fondarla in uno stampo progettuale che è riforma. Perché ogni periodo nei testi è unicum che, defaticato dagli occhi del poeta, vince un nuovo progresso, affatto altisonante, divelto da filamenti estetici che possano dissuadere chi legge.

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Macchine da poesia. Sulla nuova poesia italiana: l’intervento di ALDO PARDI sulla Poesia.

Questo saggio a firma di Aldo Pardi1, prende ispirazione dal lavoro del gruppo di poeti che animavano le pagine della rivista «L’infera», edita per i tipi dell’editore Limiti fino al 2009, oggi del tutto scomparsa.

Il nostro immaginario critico presume una corrispondenza necessaria tra storia e linguaggio. Allegorie veggenti rappresentano fatti e cose, vera e propria dimensione autonoma il cui principio costitutivo è la perfetta congruenza, inerente al fatto espressivo in generale e a quello letterario in particolare, tra riferimento e referente.

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Le Moire: acrobatico intervento della poesia. Una riflessione di ANTONIO SPAGNUOLO

Il testo che segue è l’intervento letto per il congresso “Senecio” il 10 ottobre 2025 a Napoli, ad oggi inedito e che qui riproponiamo per gentile concessione dell’autore.

Nel tessuto misterioso dell’esistenza, le tre figure antiche che intrecciano, misurano e recidono il filo della vita: sono Le Moire. Figlie della Notte o di Zeus per l’immaginazione fertile e infocata degli antichi cantori esse sfuggono a ogni tentativo di controllo. Cloto fila il filo della nascita, Lachesi ne stabilisce la lunghezza, e Atropo, impassibile, lo recide. Una trottola che non si ferma mai e che dovrebbe incidere senza pietà su ciascuno di noi. Ma sono davvero soltanto artefici del destino, oppure incarnano il gioco eterno tra caso e necessità, libertà e destino, fortuna e responsabilità?

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