La fedeltà alla terra come vocazione: BARBARA MASTROVITI legge “Rimango fedele alla terra” di MARIO SACCOMANNO

Con Rimango fedele alla terra, Mario Saccomanno scrive un’opera di compattezza progettuale, costruita secondo un impianto che richiama consapevolmente la struttura della composizione musicale e del teatro lirico.

La suddivisione in due atti e in sezioni quali Preludio, NotturniDissonanzeIntermezzoAcutiInniDissolvenza non rappresenta soltanto una scelta formale, ma distribuisce il fluire della raccolta: un itinerario scandito da aperture, contrappunti, tensioni e approdi, nel quale la poesia assume il carattere di un moto rivolto all’esistenza.

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3 poesie di CARMEN PRADA ALONSO (Spagna)

Carmen Prada Alonso è nata a Zamora per trasferirsi, intorno ai 18 anni, a Salamanca dove risiede da allora. Sposata e madre di quattro figli, ha lavorato nel settore alberghiero e in agenzie di viaggio, alternando questa attività alla sua passione per la letteratura, alla quale si dedica a tempo pieno come scrittrice e poetessa da oltre 15 anni.

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DANILO DI MATTEO rilegge «Il caso dell’uomo dei lupi».

Una rilettura de «Il caso dell’uomo dei lupi. Dalla storia di una nevrosi infantile» (1918), di Sigmund Freud: la portata filosofica della “scena primaria”.

Ricorrono, in filosofia, parole e concetti come “archetipo” (tanto importante nella psicologia analitica junghiana) e “ideal-tipo”, secondo la proposta weberiana. E se anche l’Urszene, la “scena primaria” (o “originaria”) di Freud risultasse altrettanto efficace?

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Leggendo “What Made My Father Cry”, una poesia di LOUIS BERTONY (Haiti) in 3 lingue

Bertony Louis è un poeta haitiano la cui opera fa da ponte tra culture, lingue e continenti. Vincitore di diciannove premi internazionali di poesia e autore di Recoudre les Horizons (L’Appeau Strophe, 2022), Louis ha ricevuto prestigiose borse di studio e residenze, tra cui il programma Scholars at Risk dell’Università di Harvard e l’Artist Protection Fund.

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Il corpo, la casa, la terra: MAURIZIO EVANGELISTA legge “Vora” di MARA VENUTO

Vora (peQuod, 2023) è un libro che scava, nel senso più profondo del termine. Già il titolo, che richiama la voragine carsica tipica del Sud, suggerisce il movimento che attraversa l’intera raccolta: non un percorso lineare, ma una discesa nella materia della memoria, del corpo e della genealogia. Mara Venuto costruisce un poema unitario in cui l’io poetico rinuncia a una narrazione autobiografica ordinata per affidarsi a una costellazione di immagini che ritornano, si trasformano e si sedimentano fino a delineare una geografia interiore di rara compattezza.

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