Percorsi nella distopia contemporanea: ADAM VACCARO legge “Mart” di FRANCESCO SASSETTO

Il titolo di quest’ultimo libro di Francesco Sassetto è preso dall’acronimo del Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Nome dunque di un luogo per dire di un nonluogo, quale è oggi la testimonianza esperienziale di una soggettività che può dire di sé, solo se si colloca nell’Oltre la miseria antropologica del presente e del suo orizzonte distopico.

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BARBARA MASTROVITI legge “Luci e Eclissi” di ALESSANDRO FO

“Camminando”, forse, già nell’intento degli occhi che accolgono l’intero – che sia mondo o persona – Alessandro Fo con Luci e eclissi raccoglie attesa e osservazione nelle tappe salienti dell’esistenza qui, piedi a terra (nelle sezioni Nascere, Vivere, Eclissarsi); lo fa raccontando storie colme di immedesimazione, e d’incanto reale che meraviglia il lettore nei versi quanto nel senso che contengono.

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3 poesie inedite di ANTONIO SPAGNUOLO tradotte in lingua castigliana

Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Ha fondato e diretto negli anni ottanta la rivista Prospettive culturali, alla quale hanno collaborato firme autorevoli. Redattore della rivista Realtà al tempo di Aldo Capasso e Lionello Fiumi, ha anche fondato e diretto la rivista Iride.

Dal 1991 al 2006 ha fondato e diretto la collana L’assedio della poesia, pubblicando autori di interesse nazionale come Gilberto Finzi, Gio Ferri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Pamio, Ettore Bonessio di Terzet, Giliano Manacorda, Alberto
Cappi, Dante Maffia e altri.

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“La poesia non è un pensierino che va a capo”. Lettera sulla Poesia di CARLO LONDERO

Il brano che segue è tratto da Lettera sulla poesia, in «l’immaginazione», XXXIV, 307, settembre-ottobre 2018, pp. 45-46, inviata da Carlo Londero (Università degli Studi di Udine, Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale) a sua nipote Margherita A. e qui ripubblicato con il consenso dell’autore e dell’editore Manni.

Cara Margherita,
lascia stare ciò che ti sta insegnando la scuola, responsabile del fallimento culturale che sta uccidendo la poesia con nozionismo acritico, mediocre e preconfezionato. La poesia non è la parafrasi; non è le immagini; non è le emozioni che una persona riversa sul foglio bianco perché sente il bisogno di sfogarsi e di scrivere il proprio nodo interiore. Quello è un diario personale, spesso irrilevante dal punto di vista letterario.

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FIORI PICCO legge “La stanza segreta nella foresta di banani” di CHEN CHONGZHENG

…e in realtà va subito detto che Fiori Picco, oltre ad aver letto questo testo per Pubblicazioni letterariae, dello stesso ne è anche traduttrice ed editrice e per questa ragione triplo è il nostro ringraziamento.

La stanza segreta nella foresta di banani (2026, Fiori d’Asia Editrice) è il nuovo
romanzo di Chen Chongzheng, scrittore cinese di primo livello, vicepresidente
dell’Associazione degli Scrittori della città di Guangzhou.

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BARBARA MASTROVITI legge le “Apocalissi” di VITO DAVOLI

La poesia di Vito Davoli è poesia, come lui stesso afferma: «La poesia È». Tanto vale chiamarle apocalissi trasferisce una traccia identitaria individuale e collettiva certa che percorre vie già sgombrate dal superfluo; i significanti sono asciutti e concreti consegnano ai versi una linea ideologica diretta.

Questo suo originale stile, per gli scenari attuali, certifica la preferenza di sondare l’esperienza osservativa e fondarla in uno stampo progettuale che è riforma. Perché ogni periodo nei testi è unicum che, defaticato dagli occhi del poeta, vince un nuovo progresso, affatto altisonante, divelto da filamenti estetici che possano dissuadere chi legge.

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