La poesia di Vito Davoli è poesia, come lui stesso afferma: «La poesia È». Tanto vale chiamarle apocalissi trasferisce una traccia identitaria individuale e collettiva certa che percorre vie già sgombrate dal superfluo; i significanti sono asciutti e concreti consegnano ai versi una linea ideologica diretta.
Questo suo originale stile, per gli scenari attuali, certifica la preferenza di sondare l’esperienza osservativa e fondarla in uno stampo progettuale che è riforma. Perché ogni periodo nei testi è unicum che, defaticato dagli occhi del poeta, vince un nuovo progresso, affatto altisonante, divelto da filamenti estetici che possano dissuadere chi legge.
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