“Prefazione”, il manifesto di LÉO FERRÉ sulla Poesia

Il testo che segue è considerato il celebre manifesto poetico di Léo Ferré
intitolato
Prefazione (Préface), scritto e recitato originariamente nel 1956 per introdurre il suo album Poète… vos papiers!
Tratto da
Leo Ferré, il cantore dell’immaginario, a cura e prefazione di Mauro Macario, Elèuthera, 1994 (seconda edizione: 2023), pp. 52-55. La traduzione è di Enrico Médail (1938–2016), storico traduttore ufficiale in italiano dei brani e dei testi poetici di Léo Ferré, Jacques Brel e Georges Brassens.
Si ringraziano Mauro Macario e la famiglia Ferré per l’autorizzazione alla pubblicazione del testo in questa sede e nel prossimo volume
Sulla Poesia. Quaderno terzo, edizioni Tabula fati, 2027.

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“Ad Bestias Choragium”: riscrivere il sacro per riconoscere l’alterità animale

Che cosa accade quando il linguaggio del sacro incontra i corpi animali? E che cosa può rivelare la tradizione religiosa se viene attraversata da uno sguardo antispecista, capace di mettere in discussione la gerarchia che separa l’essere umano dalle altre forme di vita? È da queste domande che prende forma Ad Bestias Choragium (la messAinscena), il lavoro di Teodora Mastrototaro e Kaioh che debutterà integralmente il 31 ottobre, alle ore 21, al Cielo di Carta Teatro di Trani, aprendo la terza edizione della rassegna teatrale Distopie Future 3.0 – La Cura.

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Per bambine di rame e miele: ANNA RITA MERICO legge “Una pistola al luna park” di MONICA MESSA.

Si entra nella stanza poetica camminando a passi lievi, percorrendo spazi piccoli e muovendosi nelle attenzioni da dare a cartografie immaginarie abitate da prati, gatti neri, personaggi venuti fuori da mancanze e vite reali, da scenografie montate in palchi immaginari in cui dilatazioni, restringimenti, distorsioni, dispiegamenti di immagini scorrono su di un diorama per spazi fantastici.

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Leggendo “Veste di nuda foglia” di CLAUDIA PALOMBI

Dalla prefazione a C. Palombi, Veste di nuda foglia, collana Nemus (diretta da Domenico Faniello), Poesia Edizioni, Bertone Editore, 2026

Veste di nuda foglia è il titolo e pare quindi l’immagine della foglia, con tutto il suo corredo simbolico, essere protagonista della silloge. Così è, eppure quella prima parola, veste, apre da subito un ricco spettro interpretativo che aiuta ad entrare nel flusso riflessivo ed emotivo della raccolta.

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Dalla parola quotidiana alla critica sociale: colloquialismo, paradosso e ironia in ÁNGEL GONZÁLES

La lingua comune come forma di conoscenza: il quotidiano contro la retorica

Nella poesia di Ángel González (Oviedo, 1925 – Madrid, 2008), il linguaggio quotidiano non rappresenta una scelta stilistica: è uno strumento di conoscenza e, contemporaneamente, una forma di resistenza alla retorica del potere. Appartenente alla Generazione spagnola degli anni Cinquanta, segnata dalla guerra civile e dal franchismo, González costruisce una voce poetica capace di avvicinare l’esperienza individuale alla storia collettiva.

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