FABIO DAINOTTI legge le “Apocalissi” di VITO DAVOLI

Un mondo di perdenti in Tanto vale chiamarle apocalissi. Esercizi di Realismo Terminale di Vito Davoli (Prefazione di Guido Oldani, Postfazione di Gianni Antonio Palumbo, Tabula fati Ed., 2025)

L’inizio “a seguire” dei componimenti, assieme all’utilizzo della similitudine rovesciata, ci introduce nel clima del Realismo Terminale, il movimento creato da Guido Oldani.

La similitudine rovesciata è presente in misura massiva già dalle prime pagine. La serie di similitudini rovesciate, in Stanchi, suggerisce il senso, accentuato dalla punta espressionistica degli «occhi troppo grandi / dietro lenti sbagliate», di una realtà distopica e degradata.

Continue reading

ALTER SPIRITO e il crepuscolo dell’umano: una lettura di ANDREA CALDART

Un viaggio nella malinconia del nostro tempo

Ci sono libri che raccontano una storia e altri che, invece, scavano dentro una ferita. L’opera di Alter Spirito appartiene senza dubbio a questa seconda categoria: un testo intenso, inquieto e profondamente contemporaneo che attraversa il disagio dell’uomo moderno con una scrittura frantumata, irregolare, quasi lacerata.

Continue reading

La poesia che entra nella stanza: l’invadenza come forma politica in MAJAKOVSKYJ. Un saggio breve di IVAN POZZONI.

L’invadenza è una categoria significativa a comprendere la poetica di Vladimir Majakovskij. La sua poesia non domanda semplicemente attenzione: la pretende. Non occupa soltanto uno spazio semantico, occupa uno spazio percettivo, acustico, corporeo e politico. Il testo majakovskiano costruisce un destinatario e simultaneamente lo aggredisce, lo interroga, lo costringe a prendere posizione. In termini di pragmatics, il significato non risiede esclusivamente nel locutionary act, perché la forza del testo dipende dalla sua illocutionary force e dal possibile perlocutionary effect: dire equivale a intervenire.

Continue reading

3 poesie di AÍDA ACOSTA ALFONSO (Spagna)

Aída Acosta Alfonso è nata a Cáceres, la cosiddetta città delle cicogne, per trasferirsi da subito a Salamanca, la città della pietra rossa, del granito e degli alberi altissimi, paesaggi che si ritrovano all’interno della sua produzione poetica.

Ha all’attivo due sillogi di poesie: Sílabas de luz (Ed. Dalya, 2016) y Sólo Viento (Ed. Dalya, 2023) e parte della sua produzione è stata tradotta in italiano, arabo, portoghese, cinese, bengalese e inglese.

Continue reading

Frammenti d’amaro calice nelle “Scomposizioni” di MAURO MACARIO lette da ADAM VACCARO

Negli eserghi c’è una citazione di Cesare Pavese, «Solo ciò che è trascorso o mutato o scomparso ci rivela il suo volto reale», cui segue un’altra di Robert Walser: «La delusione non si scorda mai».

Il libro ci immerge quindi in un corpo a corpo, con coraggio privo di schermi consolatori, nelle ferite, piccole e grandi, che la vita ci lascia nel suo scorrere fuori dal nostro controllo, tra delizie, illusioni e perdite. E i testi sono una sorta di anelli o tappe della propria vicenda antropologica, che pagano il conto e smentiscono il percorso di banderuola al vento nella mani di Eolo, rivendicando la responsabilità delle proprie scelte, di una individualità inarresa, seppure priva di ogni alone di individualismo becero: «ho tagliato il cordone ombelicale/ dal ventre sociale/…/ svestito di ogni addobbo precotto/… / senza legittimare nessun capobranco/ solo davanti ai giganti», (LA FILIERA DI PROTEO, p.13).

Continue reading

Ceuta come metafora: una breve riflessione di DANILO DI MATTEO

Formidabile è il ricordo che ho di Leo Solari, che ci lasciava il 2 luglio 2009. Amico e allievo di Eugenio Colorni, ha incarnato gli ideali del socialismo democratico e liberale e dell’Europa federale. Ecco, nel corso di una conversazione telefonica, mi fece notare che, essendo tali e tanti i vincoli in politica economica da non permettere di scegliere davvero fra opzioni radicalmente differenti, restavano discreti margini di libertà rispetto alla politica internazionale e, soprattutto, riguardo alle decisioni in ambito etico.

Continue reading

Le “Memorie della pianura” di EMANUELA DALLA LIBERA lette da BARBARA MASTROVITI

Una voce poetica limpida, quella di Emanuela Dalla Libera, che attraversa la memoria della pianura, restituendo al paesaggio la densità di un’eredità morale e affettiva. Tra elegia, ascolto e coscienza del tempo, Memorie della pianura (Il Convivio Editore, 2026) custodisce la traccia di un mondo scomparso, scartando la nostalgia. La parola diviene così forma di resistenza, misura del ricordo e responsabilità dello sguardo.

Continue reading

Le note di lettura di ANGELA DE LEO alle “Apocalissi” di VITO DAVOLI

Tanto vale chiamarsi apocalissi di Vito Davoli: una quasi recensione a modo mio…

È una silloge poetica bilingue (italiano e spagnolo) con una Prefazione di particolarissima tessitura di Guido Oldani, Fondatore del Realismo Terminale, che ben ritrovo in molti versi di Vito pur connotativi del suo modo di poetare tra il dissacrante e l’improvvisa tenerezza annidata da sempre nella sua anima.

Continue reading
« Older posts