Categoria: Altra prosa (Page 1 of 2)

Quando fu scritta l’ultima poesia? Piccola apologia della Poesia di SOTIRIOS PASTAKAS




Forse i nostri tentativi di definire tendenze e correnti nella poesia degli ultimi anni non sono che nobili fantasticherie, chimere bifronti, desideri irrealizzati. Poiché non possiamo scrivere una storia della poesia, ci consumiamo periodicamente, quasi alla fine dell’anno solare, nel vano tentativo di storicizzarne i fenomeni superficiali. La constatazione generale e il lamento permanente per l’assenza, ai nostri giorni, di un “forte dogma poetico” ottengono senza dubbio un facile consenso.

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In poche parole. LINO ANGIULI a proposito del nuovo volume “Sulla Poesia, Quaderno primo” a cura di VITO DAVOLI

Si scrive Poesia e si legge… poesie. Sono infatti pressoché infinite le declinazioni di questa parola-nozione, a cominciare da quella che la riporta all’originario “fare”, il che dovrebbe contribuire a emanciparla dall’alone magico-ieratico che spesso la circonda, conducendola invece nella sfera dell’azione, un’azione comunque fondata su un qualche riconoscibile sostrato teorico aggiornato di volta in volta, di autore in autore, di libro in libro: alla stregua delle impronte digitali ogni pratica poetica dovrebbe recare le stimmate irripetibili del suo autore e la sua idea poetica.

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“Maledettismo e anarchismo” in Fabrizio De André: un testo di MAURO MACARIO

Il poeta in musica si spinge oltre scardinando regole e convenzioni: di questi artisti ne nascono uno o due nell’arco di un secolo. È questo il caso di Fabrizio.

Da alcuni anni, tra libri, saggi e convegni, si è scandagliato molto nella figura e nell’opera di Fabrizio De André fino a risalire alle sue radici, ai suoi referenti, alle sue letture. Ancora oggi si scoprono o si sottolineano nuove e più complete sfaccettature di questo autore-interprete il cui flusso, addizionandosi nel solco fluviale della sua poetica pare non arrestarsi, anzi crea affluenti collaterali che poco a poco crescono diventando altri fiumi in piena.

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MIRCEA CĂRTĂRESCU ancora sulla Poesia: «non è l’arte del verso, ma la capacità di vedere la bellezza».

Tratto dall’articolo Dalla parte delle chiocciole, edito sul Corriere della Sera del 6 aprile 2025, all’interno della rubrica «La lettura» nella quale lo scrittore romeno anticipa un suo testo per Ritratti di poesia.

«La bambina che si è fermata davanti a casa mia per accarezzare la mia gatta non ha più di tre anni. Quando le chiedi qualcosa, ti risponde guardandoti diritto negli occhi. In questo frattempo è del tutto inconsapevole del proprio corpicino, lasciando che si muova seguendo le sue torsioni e ondulazioni naturali. È in tutto simile a un’alga marina che oscilla da una parte e dall’altra secondando le correnti, senza pensieri e desideri propri.

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