Il poeta è prima di tutto un essere umano: fragile, contradditorio, esposto al fallimento. Non è una figura separata dalla realtà, ma un individuo immerso nel proprio tempo, attraversato dalle stesse paure e dalle stesse tensioni che attraversano la collettività.
In questa condizione di umanità condivisa, il poeta porta dentro di sé una voce che potremmo definire “materna”: una forza generativa, una grande madre che nutre la lingua, la plasma e la rende capace di dare forma all’indicibile.
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