Si scrive Poesia e si legge… poesie. Sono infatti pressoché infinite le declinazioni di questa parola-nozione, a cominciare da quella che la riporta all’originario “fare”, il che dovrebbe contribuire a emanciparla dall’alone magico-ieratico che spesso la circonda, conducendola invece nella sfera dell’azione, un’azione comunque fondata su un qualche riconoscibile sostrato teorico aggiornato di volta in volta, di autore in autore, di libro in libro: alla stregua delle impronte digitali ogni pratica poetica dovrebbe recare le stimmate irripetibili del suo autore e la sua idea poetica.
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