Esposizione e fallimento: ANDREA GARBIN sulla Poesia.

Il poeta è prima di tutto un essere umano: fragile, contradditorio, esposto al fallimento. Non è una figura separata dalla realtà, ma un individuo immerso nel proprio tempo, attraversato dalle stesse paure e dalle stesse tensioni che attraversano la collettività.

In questa condizione di umanità condivisa, il poeta porta dentro di sé una voce che potremmo definire “materna”: una forza generativa, una grande madre che nutre la lingua, la plasma e la rende capace di dare forma all’indicibile.

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Il multicentrismo di IVAN POZZONI: “Lo Stato Pontificio” contro il chiacchiericcio del Nulla, di SANDRO GROS-PIETRO

Ivan Pozzoni dimostra una vasta preparazione culturale non solo attinente al campo umanistico tradizionalmente inteso e riassumibile nella triade di Letteratura-Filosofia-Religione, ma anche con ampie documentazioni di natura scientifica e in campo socio-politico, con particolare sensibilità alle questioni di giurisprudenza e di tecnologia della comunicazione.

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Percorsi nella distopia contemporanea: ADAM VACCARO legge “Mart” di FRANCESCO SASSETTO

Il titolo di quest’ultimo libro di Francesco Sassetto è preso dall’acronimo del Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Nome dunque di un luogo per dire di un nonluogo, quale è oggi la testimonianza esperienziale di una soggettività che può dire di sé, solo se si colloca nell’Oltre la miseria antropologica del presente e del suo orizzonte distopico.

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BARBARA MASTROVITI legge “Luci e Eclissi” di ALESSANDRO FO

“Camminando”, forse, già nell’intento degli occhi che accolgono l’intero – che sia mondo o persona – Alessandro Fo con Luci e eclissi raccoglie attesa e osservazione nelle tappe salienti dell’esistenza qui, piedi a terra (nelle sezioni Nascere, Vivere, Eclissarsi); lo fa raccontando storie colme di immedesimazione, e d’incanto reale che meraviglia il lettore nei versi quanto nel senso che contengono.

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3 poesie inedite di ANTONIO SPAGNUOLO tradotte in lingua castigliana

Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Ha fondato e diretto negli anni ottanta la rivista Prospettive culturali, alla quale hanno collaborato firme autorevoli. Redattore della rivista Realtà al tempo di Aldo Capasso e Lionello Fiumi, ha anche fondato e diretto la rivista Iride.

Dal 1991 al 2006 ha fondato e diretto la collana L’assedio della poesia, pubblicando autori di interesse nazionale come Gilberto Finzi, Gio Ferri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Pamio, Ettore Bonessio di Terzet, Giliano Manacorda, Alberto
Cappi, Dante Maffia e altri.

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“La poesia non è un pensierino che va a capo”. Lettera sulla Poesia di CARLO LONDERO

Il brano che segue è tratto da Lettera sulla poesia, in «l’immaginazione», XXXIV, 307, settembre-ottobre 2018, pp. 45-46, inviata da Carlo Londero (Università degli Studi di Udine, Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale) a sua nipote Margherita A. e qui ripubblicato con il consenso dell’autore e dell’editore Manni.

Cara Margherita,
lascia stare ciò che ti sta insegnando la scuola, responsabile del fallimento culturale che sta uccidendo la poesia con nozionismo acritico, mediocre e preconfezionato. La poesia non è la parafrasi; non è le immagini; non è le emozioni che una persona riversa sul foglio bianco perché sente il bisogno di sfogarsi e di scrivere il proprio nodo interiore. Quello è un diario personale, spesso irrilevante dal punto di vista letterario.

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