Appunti sui polsini: per una poesia di pensiero. AMEDEO ANELLI interviene sulla Poesia.

«Ad ogni modo, la nostra patria filologica è la terra; non può essere la nazione. La lingua e la cultura della propria nazione, che il filologo eredita, costituiscono certamente il suo patrimonio più prezioso e irrinunciabile; ma solo nella distinzione, nel superamento, esso guadagna efficacia. Dobbiamo ritornare, in circostanze diverse, a ciò che già possedeva la cultura medioevale prima del riconoscimento delle nazioni: al riconoscimento che il pensiero non ha nazionalità».

Erich Auerbach, Philologie der Weltliteratur

Sin dai primi anni del Novecento la Poesia europea ha pienamente, per la maggiore, abbracciato la tradizione che potremmo dire dantesca, con un rapporto stretto con la funzione veritativa e conoscitiva di tale tradizione e la capacità del poetico, secondo proprio principio, di portare in sé tutti i saperi e le dimensioni dell’umano.

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3 poesie di FRANCO INTINI tradotte in spagnolo

Francesco Paolo Intini (Noci, 1954) vive a Bari. Coltiva sin da giovane l’interesse per la letteratura. Dopo la laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutica presso UNIBA, si è dedicato in qualità di Ricercatore e successivamente di Professore universitario all’attività di ricerca e docenza in Chimica Generale ed Inorganica presso la stessa università.

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Le stanze dell’eco: GIULIA SONNANTE interviene Sulla Poesia.

In punta di penna non scrivo una poesia, questa volta, ma raccolgo le idee ed i pensieri intorno alla poesia, il che mi pare ancor più arduo poiché mi trovo a riflettere su quel che, per me, appartiene al sentimento, alla sfera intima. E non sempre le parole riescono a cogliere le intenzioni, le sensazioni, qualcosa si perde e vapora come profumo di pastelli lagnosi e pallidi Boucher.

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Due o tre cose sulla poesia: l’intervento di SILVANO TREVISANI

Un filo lega l’arte al soprannaturale attraverso la natura: questo ci insegnano i testi sacri, la teologia e… Dante. Poiché dall’antichità questo legame è stato sempre espresso come esigenza prioritaria. Questo certamente confermerebbe un credente, forse più specificamente per la poesia che comunque, anche senza la trascendenza, per la sua totale immaterialità, commisura il suo ruolo, più di ogni arte, con la pura valorialità, con livelli e problemi esistenziali prioritari, a cominciare dall’interrogativo principale, che ancora più fortemente interroga chi si accosta da laico o da non credente: “a cosa serve?”

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