Autore: Maurizio Evangelista

Il corpo, la casa, la terra: MAURIZIO EVANGELISTA legge “Vora” di MARA VENUTO

Vora (peQuod, 2023) è un libro che scava, nel senso più profondo del termine. Già il titolo, che richiama la voragine carsica tipica del Sud, suggerisce il movimento che attraversa l’intera raccolta: non un percorso lineare, ma una discesa nella materia della memoria, del corpo e della genealogia. Mara Venuto costruisce un poema unitario in cui l’io poetico rinuncia a una narrazione autobiografica ordinata per affidarsi a una costellazione di immagini che ritornano, si trasformano e si sedimentano fino a delineare una geografia interiore di rara compattezza.

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Il fedele vuoto: attraversare l’inverno. MAURIZIO EVANGELISTA legge BARBARA MASTROVITI

Nel solco della tradizione novecentesca che ha fatto dell’inverno una figura centrale della coscienza poetica – da Giuseppe Ungaretti a Eugenio Montale, fino ad Antonella Anedda – si colloca, con L’esame dell’inverno (Interno Libri, 2026) Barbara Mastroviti.

Qui l’inverno non è mero scenario, ma dispositivo conoscitivo: una soglia
in cui vita e morte, memoria e perdita si attraversano, in un continuo
rovesciamento.

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“Nel tinello del conclave”: La ricerca del dubbio e della verità nell’opera di ANTONIO ROTONDO

Antonio Rotondo non si accontenta di una visione consolatoria della fede, né di un lirismo che nasconda la realtà dolorosa dell’esistenza. La sua scrittura è rigorosa, intensa, tagliente. Non cerca il risalto estetico del verso, ma il suo valore essenziale, la sua capacità di interrogare, di disorientare, di scuotere. In questo, la sua poesia mi ricorda quella di Rainer Maria Rilke, che scriveva: «La fede è una paura che si afferma contro la solitudine dell’uomo, ma non è mai completamente sicura di sé stessa».

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