Vora (peQuod, 2023) è un libro che scava, nel senso più profondo del termine. Già il titolo, che richiama la voragine carsica tipica del Sud, suggerisce il movimento che attraversa l’intera raccolta: non un percorso lineare, ma una discesa nella materia della memoria, del corpo e della genealogia. Mara Venuto costruisce un poema unitario in cui l’io poetico rinuncia a una narrazione autobiografica ordinata per affidarsi a una costellazione di immagini che ritornano, si trasformano e si sedimentano fino a delineare una geografia interiore di rara compattezza.
Continue readingAutore: Maurizio Evangelista
Nel solco della tradizione novecentesca che ha fatto dell’inverno una figura centrale della coscienza poetica – da Giuseppe Ungaretti a Eugenio Montale, fino ad Antonella Anedda – si colloca, con L’esame dell’inverno (Interno Libri, 2026) Barbara Mastroviti.
Qui l’inverno non è mero scenario, ma dispositivo conoscitivo: una soglia
in cui vita e morte, memoria e perdita si attraversano, in un continuo
rovesciamento.
Abitare uno spazio obliquo: MAURIZIO EVANGELISTA legge “La distrazione che ci rende dissimili” di CAROLINA ANNA FALBO
La distrazione che ci rende dissimili (Controluna, 2025) è un libro che chiede al lettore una cosa semplice e insieme impegnativa: restare. Restare dentro una lingua che non si lascia afferrare del tutto, che avanza e poi devia, che sembra promettere un significato chiaro per poi sottrarlo.
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Compra consuma crepa è il tuo destino: MAURIZIO EVANGELISTA legge “Tanto vale chiamarle Apocalissi” di VITO DAVOLI
Con Tanto vale chiamarle apocalissi. Esercizi di realismo terminale (Tabula Fati,
2025) Vito Davoli invita a fermarsi su ogni parola per osservare come la poesia possa reinventare il mondo ordinario, trasformandolo in spazio di riflessione critica, ironica e spesso dolorosamente reale.
“Bella, scaltra, emigrata cercherebbe marito… se ne valesse la pena”, un racconto inedito di MAURIZIO EVANGELISTA
Di seguito un racconto originale «ispirato, con ironia e affetto – come scrive l’autore Maurizio Evangelista – all’universo di Claudia Cardinale». Un testo-omaggio inedito in occasione della scomparsa dell’attrice, in esclusiva per Pubblicazioni Letterariæ.
Continue readingAntonio Rotondo non si accontenta di una visione consolatoria della fede, né di un lirismo che nasconda la realtà dolorosa dell’esistenza. La sua scrittura è rigorosa, intensa, tagliente. Non cerca il risalto estetico del verso, ma il suo valore essenziale, la sua capacità di interrogare, di disorientare, di scuotere. In questo, la sua poesia mi ricorda quella di Rainer Maria Rilke, che scriveva: «La fede è una paura che si afferma contro la solitudine dell’uomo, ma non è mai completamente sicura di sé stessa».
Continue readingFuori dai canali tradizionali e dentro un’autonomia comunicativa che per molti è stata una rivoluzione, è facile domandarsi cosa stiamo culturalmente creando in questa lunga stagione pop, dagli anni ’80 a questi ultimi giorni nel venti- ventiquattro.
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