In questa silloge di Sonia Fanuli si avvertono immediatamente le sorgenti del suo poetare. Infatti in Diari di Clessidra, da un insieme di parole equilibrate nasce un insieme di suoni che affascinano come sguardi aperti sull’universo. Poesie che proteggono gli amori dagli sguardi ammalianti e dalla voce calda che semina passione. È così che si intrecciano silenzi e voglia di parlare con le assenze del cuore che ancora batte sotto lenzuola che profumano di bucato.
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Quando penso alla poesia mi sovviene innanzi-tutto la forza del dono, qualcosa di immateriale che mi sorprende. Un dono colmo di sillabe, pause, rimandi culturali, ma pure rabbia, dolore e tenerezza. Aria fritta, si direbbe. Eppure si tratta di un respiro che ci consente di stare in bilico su una rupe e acchiappare parole come fossero nuvole o anguille. Un dono/energia che si riceve e si trasmette. Ma come trasmetterlo? Non basta una vita per acquisirne gli strumenti. Chi ci riesce è baciato dalla fortuna (l’indole) che deve necessariamente abbinare alla fatica (lo studio, le rinunce, le sconfitte, le umiliazioni, la perseveranza). I poeti sono caparbi, cadono e si rialzano. C’è chi soccombe e attraversa il regno delle ombre.
Continue readingQuando tornano gli dèi. La poetica della Lazio (Avagliano, 2026) di Alessandro Moscè è un racconto suddiviso in brevi capitoli sull’epopea calcistica, ma a tutti gli effetti risulta una narrazione lirica e memoriale. Cinquant’anni di storia laziale sono sottratti alla mera cronaca e trasformati in una mitografia privata e collettiva: non una semplice sequenza di campioni, partite e stagioni, ma un insieme di epifanie, lutti, fedeltà, ossessioni.
Continue readingIl poeta è prima di tutto un essere umano: fragile, contradditorio, esposto al fallimento. Non è una figura separata dalla realtà, ma un individuo immerso nel proprio tempo, attraversato dalle stesse paure e dalle stesse tensioni che attraversano la collettività.
In questa condizione di umanità condivisa, il poeta porta dentro di sé una voce che potremmo definire “materna”: una forza generativa, una grande madre che nutre la lingua, la plasma e la rende capace di dare forma all’indicibile.
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Il multicentrismo di IVAN POZZONI: “Lo Stato Pontificio” contro il chiacchiericcio del Nulla, di SANDRO GROS-PIETRO
Ivan Pozzoni dimostra una vasta preparazione culturale non solo attinente al campo umanistico tradizionalmente inteso e riassumibile nella triade di Letteratura-Filosofia-Religione, ma anche con ampie documentazioni di natura scientifica e in campo socio-politico, con particolare sensibilità alle questioni di giurisprudenza e di tecnologia della comunicazione.
Continue readingIl titolo di quest’ultimo libro di Francesco Sassetto è preso dall’acronimo del Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Nome dunque di un luogo per dire di un nonluogo, quale è oggi la testimonianza esperienziale di una soggettività che può dire di sé, solo se si colloca nell’Oltre la miseria antropologica del presente e del suo orizzonte distopico.
Continue readingInizio da una pratica il partire da sé. Pratica feconda che mi trattiene in quel poco attendibile con cui amo intrattenermi quando mi accade che il flusso della parola poetica m’attraversi, generando parola.
all’interno di ciò che è colmo di sé
s’ adagia un pieno
“Camminando”, forse, già nell’intento degli occhi che accolgono l’intero – che sia mondo o persona – Alessandro Fo con Luci e eclissi raccoglie attesa e osservazione nelle tappe salienti dell’esistenza qui, piedi a terra (nelle sezioni Nascere, Vivere, Eclissarsi); lo fa raccontando storie colme di immedesimazione, e d’incanto reale che meraviglia il lettore nei versi quanto nel senso che contengono.
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