Keshab Sigdel, direttore responsabile di The Poetry Planetariat, nel numero 11 della rivista (Special issue on Palestine) intervista il poeta colombiano Fernando Rendón, Presidente del World Poetry Movement, su temi legati alle azioni poetiche globali e alle campagne di solidarietà a sostegno del popolo di Gaza, nonché sui futuri lavori del WPM per promuovere la giustizia nel mondo. L’intervista, rilanciata sulla pagina ufficiale del WPM in lingua inglese, viene qui riproposta, tradotta in italiano da Vito Davoli.
KESHAB SIGDEL: Nel maggio 2025 il WPM ha annunciato un’“Azione Globale per la Palestina” in formato virtuale, che ha riunito 140 poeti e contributori provenienti da 91 paesi, descrivendo l’evento come una testimonianza del potere unificante della poesia nella lotta per la giustizia, la pace e la dignità umana. Quanto è stata efficace questa lettura globale nel sensibilizzare e mobilitare il sostegno per Gaza, e quali riscontri avete ricevuto dai partecipanti dei 91 paesi coinvolti?
FERNANDO RENDÓN: Come tutti sanno, una o molte letture di poesia non elimineranno le guerre. E nemmeno un’altra grande guerra lo farà. Neppure un accordo globale ha cancellato le guerre esistenti dal pianeta. Ciò che queste letture poetiche producono nello stato d’animo delle popolazioni che raggiungono è una maggiore consapevolezza della gravità delle circostanze in cui siamo immersi. Questi atti sono manifestazioni simboliche della volontà delle forze spirituali del mondo che desiderano una pace profonda e definitiva dopo tanti secoli di conflitti.
SIGDEL: Per poeti e scrittori, il linguaggio è l’unico strumento di difesa anche in tempo di guerra. Quanto è efficace il potere delle parole in un’epoca in cui la vita è minacciata in molteplici modi? E perché la poesia è un veicolo unico per esprimere la sacralità della vita e la resistenza?
RENDÓN: Sebbene il potere del linguaggio poetico sia piuttosto relativo quando la vita è minacciata in così tanti modi, resta che solo la poesia può trasformare il linguaggio della guerra quotidiana promosso dai media — linguaggio che conduce tutti i popoli alla catastrofe — in un linguaggio di pace e di umanità, proponendo altre vie possibili per risolvere i grandi conflitti del nostro tempo e, soprattutto, ricordando al mondo che la vita è un’opzione superiore alla morte, che la bellezza si opporrà sempre alla mostruosità dell’anima dei maniaci genocidi, e che l’esistenza umana deve essere ricondotta alla purezza delle sue fonti, alla visione originaria. La natura sacra delle specie viventi e della vita umana deve essere preservata a ogni costo, e questo è il compito essenziale della poesia.


SIGDEL: L’Azione Globale del WPM per Gaza ha coinvolto letture e laboratori in cinque continenti e ha messo in evidenza che il movimento è una rete composta da migliaia di poeti e organizzatori distribuiti in oltre 100 paesi. Quali sfide e quali opportunità emergono nel coordinare una rete così diversificata e multilingue? E in che modo queste connessioni globali influenzano le narrazioni condivise in solidarietà con la Palestina?
RENDÓN: Direi che ciò che tu chiami una rete è in realtà un movimento, l’espressione vivente della volontà d’azione di migliaia di poeti che alzano la loro voce nel mondo in solidarietà con le vittime indifese di Gaza e con altre invasioni e guerre ingiuste attualmente in corso sulla terra. Come in ogni movimento, ci sono molte difficoltà. Esistono numerose differenze ideologiche, politiche, religiose, culturali, etniche e linguistiche, e queste pesano molto quando si tratta di agire in unità, persino in una causa specifica come il genocidio quotidiano a Gaza, che ferisce mortalmente tutta l’umanità.
Ogni bambino ucciso a Gaza è nostro figlio. Ogni donna uccisa a Gaza è nostra sorella. Gli anziani uccisi a Gaza sono i nostri nonni. Tutte le persone di quella città martoriata sono l’umanità.
Alcuni vedono la nostra azione come eccessivamente politica, ma in realtà la lotta che stiamo conducendo contro l’invasione sionista è profondamente poetica e umana. È impossibile non parlare dell’uccisione, anche se esprimerla può essere giudicato come un atto politico. La poesia è vita; è la difesa della vita. La poesia è la voce della vita.
Naturalmente, ci sono molti poeti nel mondo che non condividono il nostro punto di vista, tra cui molti poeti europei che sono certamente influenzati dalle narrazioni apatiche e insensibili dei loro governi, ma la nostra volontà è quella di camminare verso una nuova terra e una nuova umanità.
SIGDEL: Una delle dichiarazioni del WPM ha esortato le agenzie internazionali ad assumersi le proprie responsabilità legali ed etiche e a garantire protezione e giustizia al popolo palestinese. Quali risposte, se ce ne sono state, avete visto da parte di queste agenzie o dei governi? E in che modo le voci dei poeti possono contribuire a chiedere loro conto delle proprie azioni?
RENDÓN: I poeti non hanno il potere di cambiare il mondo; se lo avessero, il mondo sarebbe un luogo diverso. I governi e le agenzie internazionali non saranno mai chiamati a rendere conto ai poeti. Dato il valore etico ed estetico della poesia, i poeti sono stati emarginati, perseguitati e imprigionati in molti paesi per il loro spirito critico e la loro lealtà incondizionata alle lotte dei popoli. Ma le parole dei poeti non perderanno la loro rilevanza, in contrasto con la costante svalutazione del linguaggio ordinario della maggior parte dei politici.

SIGDEL: Il WPM e altre organizzazioni internazionali hanno raccolto le firme di centinaia di poeti e scrittori di tutto il mondo chiedendo un cessate il fuoco immediato a Gaza. La petizione richiedeva l’invio senza restrizioni di cibo e aiuti medici, sanzioni contro Israele nel caso rifiutasse l’appello, e un cessate il fuoco che garantisse sicurezza e giustizia per i palestinesi e la liberazione di tutti gli ostaggi. Pensi che petizioni di questo tipo abbiano qualche effetto a livello politico? Come vedi il rapporto tra poesia e azione politica?
RENDÓN: Ho già parlato dell’importanza e dell’impatto delle azioni del World Poetry Movement riguardo a Gaza, che stiamo portando avanti dall’ottobre 2023, affermando che i poeti influenzano le decisioni dei cittadini in molti paesi, i quali si mobilitano in solidarietà, esercitando una forte pressione sui loro governi nelle strade affinché interrompano le relazioni diplomatiche, commerciali e militari con Israele. Stiamo ora vedendo che diversi governi europei, tardivamente e in modo ipocrita, stanno riconoscendo l’esistenza dello Stato palestinese, orientandosi verso la soluzione dei due Stati che coesistono nella regione.
Le azioni di solidarietà umana, qualunque sia la loro scala, nascono dalla loro profonda natura poetica. Gli esseri umani sono uno. Sebbene siamo divisi, proveniamo dalla stessa natura sacra della vita.
Gli eventi politici che guidano i processi di trasformazione del corpo e dell’anima di una nazione possono essere letti anche come eventi poetici, quando promuovono l’irruzione della giustizia sociale, della dignità e della verità in una nazione che ne era priva. Molti grandi leader hanno agito mossi da motivazioni politiche e poetiche.
Tuttavia, il World Poetry Movement non è una forza politica; è una grande forza della poesia universale e agisce come tale.

SIGDEL: Nel giugno 2024 il WPM ha organizzato una conferenza internazionale virtuale sulla Palestina, alla quale hanno partecipato capi di Stato, rappresentanti di governo, studiosi, attivisti, giornalisti e poeti. Quali sono stati i principali risultati di quella conferenza? E in che modo la presenza di leader politici accanto ai poeti ha influenzato il dialogo su Gaza e sulla più ampia lotta del popolo palestinese?
RENDÓN: La Conferenza Internazionale organizzata dal World Poetry Movement nel giugno 2024 ha aperto un dialogo a un livello più elevato tra poeti, pensatori, giornalisti e rappresentanti di governo impegnati nella lotta della Palestina e di Gaza per porre fine all’invasione e aprire un cammino definitivo verso l’indipendenza e la sovranità del popolo palestinese.
La partecipazione di figure chiave che hanno espresso i loro pensieri, prospettive e visioni sul più scandaloso crimine di massa dei recenti tempi sanguinosi nel mondo ha rivelato la diversità e la convergenza di approcci e proposte per una soluzione praticabile in questa congiuntura.
Tuttavia, è impensabile che una conferenza di questa natura, da sola, possa fornire un rimedio alla crisi violenta. Sono i governi del mondo che devono agire per porre fine immediatamente al genocidio.
SIGDEL: Perché le letture locali, in presenza, sono importanti accanto alle azioni globali virtuali? E in che modo rafforzano il coinvolgimento della comunità e l’empatia?
RENDÓN: Le letture di poesia, virtuali e in presenza, sono necessarie, poiché le condizioni per realizzarle variano nelle diverse regioni del mondo. Queste attività si completano a vicenda e hanno un impatto sia all’interno sia all’esterno di ogni paese.
Le letture in presenza incoraggiano sempre, in un modo o nell’altro, la partecipazione del pubblico, mentre le letture virtuali possono essere viste in molti luoghi del mondo quando vengono trasmesse sui social media, rafforzando la comprensione e la posizione dei diversi pubblici che stanno conoscendo la realtà della tragedia di Gaza.

SIGDEL: Le iniziative di solidarietà del WPM danno spazio a voci palestinesi come Murad Sudani, Hanan Awwad e Ashraf Fayad. In che modo il WPM sostiene il lavoro creativo e il benessere dei poeti palestinesi nel pieno del trauma della guerra? E cosa si può fare per garantire che queste voci raggiungano un pubblico più ampio?
RENDÓN: Il WPM ha promosso la raccolta e la diffusione delle voci di molti poeti in formati cartacei, digitali e audiovisivi che hanno circolato in tutto il mondo. Allo stesso tempo, ha diffuso poesia e favorito la presenza di poeti palestinesi in resistenza nei festival internazionali di poesia, mettendoli in contatto con vasti pubblici che possono così apprendere una lezione profonda su ciò che può accadere sul pianeta se si permette alla follia sfrenata di un esercito fuori controllo di uccidere senza limiti e di prendere la terra che vuole a suo piacimento, senza che una grande forza militare globale ponga fine a queste azioni criminali.
Tutte le persone oneste e consapevoli che hanno il potere di amplificare queste voci devono farlo, e questo è il nostro appello. Continueremo ad accompagnare il popolo palestinese in ogni modo possibile.
SIGDEL: Guardando al futuro, quali nuovi progetti o strategie il WPM intende portare avanti per mantenere viva la solidarietà globale con la Palestina, aumentare la pressione internazionale per un cessate il fuoco duraturo e promuovere un mondo in cui la poesia continui a ispirare giustizia e dignità per tutti i popoli?
RENDÓN: Ogni giorno diventa più urgente per il WPM convocare un nuovo Congresso per affrontare questa questione. Presto riuniremo il Comitato di Coordinamento per trovare una data e un luogo in cui riflettere insieme su nuovi modi in cui la poesia mondiale possa aiutare i popoli in questa profonda crisi della storia, che potrebbe condurre l’umanità alla sua fine, e allo stesso tempo contribuire a ispirare un nuovo inizio per la vita umana e per tutte le forme di vita sulla Terra.

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