Danilo Di Matteo (1971) lavora a Chieti come psichiatra e psicoterapeuta, ha
conseguito la laurea triennale in Filosofia e sta completando il corso magistrale in Scienze Filosofiche. Animato da un’intensa passione politica, collabora con
vari periodici. È particolarmente attento agli sviluppi della ricerca teologica e, più in generale, ai nessi fra società, pensiero, fede e potere.

Ha scritto “L’esilio della parola”. Il tema del silenzio nel pensiero di André Neher (Mimesis2020), Psicosi, libertà e pensiero (Manni 2021), Quale faro per la sinistra? La sinistra italiana tra XX e XXI secolo (Guida 2022), le raccolte poetiche Nescio. Non so (Helicon 2024), Ombre dell’infinito, figure del Sublime. “Voce di silenzio sottile” (Helicon 2024), Inesausto amore. La noia e altre poesie erotiche (Helicon 2025), Fuga d’amore e altre poesie, con dediche (Helicon 2026) e Eccomi (Helicon 2026) .

Un brivido sale

Un sogno a occhi
aperti,
corpi
che si dibattono
uno contro l’altro
uno sull’altro
uno per l’altro.
Urto, scontro
incontro di vita
che dà una spallata all’angoscia
e alla morte.
Dibattersi interminabile
di carne e
d’amore, mentre
“un brivido sale
lungo tutta
la mia spina dorsale”

* * *

Un escalofrío asciende

Un sueño con los ojos
abiertos,
cuerpos
que se debaten
uno contra otro,
uno sobre otro,
uno por el otro.
Choque, golpe,
encuentro de vida
que da un empujón a la angustia
y a la muerte.
Debatirse interminable
Una lucha interminable
de carne y
de amor, mientras
“un escalofrío asciende
a lo largo de toda
mi columna vertebral”.

È coautore di Poesia e Filosofia. I domini contesi (a cura di Stefano Iori e Rosa Pierno, Gilgamesh 2021) e di Per un nuovo universalismo. L’apporto della religiosità alla cultura laica (a cura di Andrea Billau, Castelvecchi 2023).

D. DI MATTEO, “Ineasausto amore. La noia e altre poesie erotiche”, Edizioni Helicon, 2025
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Come scrive Anita Gramigna su Riforma del 14/03/2025, «Le liriche di Danilo DiMatteo parlano d’amore, con amore. Ci conducono, con sapienza semplice, alla profondità dellaconoscenza di sé con l’Altro (…). La seduzione nell’Amore descritto in queste pagine si serve della metafora, e la esalta. Eppure, da subito, risulta chiaro che l’Amore è intraducibile, le parole, di per sé, non sono sufficienti (…). È canto del non ancora. Discorso amoroso che insegue l’inesprimibile. E lo traduce in gesto, immagine, abbraccio».

Scritto col silenzio

Qualcuno
scrive t’amo
con la sabbia
qualcun altro con i versi
o coi baci e
col corpo,
tu
t’amo lo dici mille volte al giorno
con un
elegante
tenero
e
sofferto silenzio.

* * *

Escrito con el silencio

Alguien
escribe te amo
con la arena,
otro con los versos
o con los besos y
con el cuerpo;
tú,
te amo lo dices mil veces al día
con un
elegante,
tierno
y
sufrido silencio.

L’autore stesso scrive: «La mia è poetica dell’incontro, inteso come urto con l’alterità, di cui l’amore è uno dei possibili esiti. Eros, dunque, come possibile espressione del Polemos eracliteo.

Al tempo stesso, tuttavia, la mia è anche una poetica della solitudine: il silenzio e la solitudine come essenziali a preparare l’amore, lungo il solco di Rainer Maria Rilke. E lo slancio verso l’altro/a viene in tal modo concepito non come l’inizio del legame sentimentale, bensì come l’approdo, il risultato. Senza silenzi, senza solitudine, senza attese non vi può essere quello slancio.

D. DI MATTEO, “Eccomi”, Edizioni Helicon, 2026
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Due solitudini 

“L’amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano”
insegna Rainer Maria Rilke.
Il nostro dunque
è già un amore.
Elvira me lo disse:
l’incontro di due solitudini. 
La mia solitudine l’ho incontrata
grazie a essa scrivo e amo,
ora, Elvira, forse 
è vicino il tempo 
che lei non più provi spavento,
non più tema la propria solitudine 
e la mia
e che finalmente si sfiorino.

* * *

Dos soledades

«El amor consiste en esto, que dos soledades se protejan mutuamente,
se toquen, se saluden»,
enseña Rainer Maria Rilke.
Lo nuestro, entonces,
es ya un amor.
Elvira me lo dijo:
el encuentro de dos soledades.
Mi soledad la he encontrado
gracias a ella escribo y amo.
Ahora, Elvira, quizá
esté cerca el tiempo
en que ella ya no sienta espanto,
ya no tema su propia soledad
y la mía,
y que por fin se rocen.

Come mirabilmente indicato proprio da Rilke, la solitudine non va pensata come chiusura, senso di estraneità rispetto al mondo, isolamento; nella solitudine, al contrario, l’altro/a viene come intuito/a, immaginato/a, presagito/a. E, al tempo stesso, sfiorato/a, coccolato/a, accarezzato/a».

Vito Davoli

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