Formidabile è il ricordo che ho di Leo Solari, che ci lasciava il 2 luglio 2009. Amico e allievo di Eugenio Colorni, ha incarnato gli ideali del socialismo democratico e liberale e dell’Europa federale. Ecco, nel corso di una conversazione telefonica, mi fece notare che, essendo tali e tanti i vincoli in politica economica da non permettere di scegliere davvero fra opzioni radicalmente differenti, restavano discreti margini di libertà rispetto alla politica internazionale e, soprattutto, riguardo alle decisioni in ambito etico.
Ebbene, la vicenda di Ceuta sembra condensare i tre aspetti. I flussi migratori, infatti, sollecitano risposte in ambito economico, etico e di politica estera, se ancora così possiamo definirla nel villaggio-mondo. Coinvolgono, infatti, in maniera inestricabile i tre aspetti.
Così mi chiedo: e se provassimo a scorgere in quella pur drammatica e a tratti enigmatica vicenda e in quella del governo spagnolo e del premier Pedro Sánchez una linea alternativa, nel Vecchio continente, a quella delle destre e della destra estrema? Il tragico è costitutivo della vita umana, individuale e collettiva, e si caratterizza per il sangue, la miseria, la sofferenza.

Eppure, forse, Ceuta, al di là delle guerre “ibride”, rappresenta anche una metafora e un monito: non è detto che ci si debba rassegnare alla politica globale dei muri e della “tolleranza zero”. Si può intravedere una scelta altra, un altrove dove si provi ad attuarla.
Occorre, dunque, unire sensibilità e intelligenze per provare a elaborare ulteriormente e a meglio mettere a fuoco tali possibilità, al fine di far prevalere, al tempo dell’incertezza, la passione della speranza, oggi mortificata da quella della paura.
Danilo Di Matteo



